Guardami. Ricordami. Difendimi.
Inchiostro e silenzio, per rompere il silenzio.
Uno sguardo. È tutto ciò che resta.
Il volto di una donna – simbolo delle migliaia che hanno subito violenza, perso la propria casa, la propria voce, la propria storia.
Quest’opera nasce come risposta visiva alle ferite invisibili lasciate dal conflitto nella Repubblica Democratica del Congo.
È realizzata su una pagina originale di libro risalente al 1574 – un frammento di tempo che attraversa i secoli per accogliere una voce nuova, urgente.
Al centro, una frase scritta a mano racchiude il senso profondo dell’opera:
“Sono il volto di mille donne senza nome.
Ferita dalla guerra, ma ancora in piedi.
Guardami. Ricordami. Difendimi.”
Lo sguardo della protagonista ci interpella. Non chiede pietà, ma giustizia. Non cerca commiserazione, ma ascolto.
È un invito a non voltarsi. A ricordare. A prendere posizione.
