Free women in Kabul
Un volto di donna emerge dalla carta antica. Non grida: resiste. Il suo sguardo attraversa chi osserva, chiedendo libertà e dignità.
Quest’opera nasce come risposta all’oppressione subita dalle donne afghane dopo il ritorno dei talebani a Kabul: l’istruzione negata, il lavoro proibito, l’identità cancellata sotto veli imposti e silenzi forzati.
Free Woman in Kabul non è solo un titolo, ma una dichiarazione. Un grido pittorico inciso su pagine giuridiche del Cinquecento, che trasforma la memoria della legge in manifesto di ribellione. Il colore esplode – rosso, giallo, azzurro – come atto di resistenza, mentre le parole scritte nell’opera parlano chiaro: Free Woman in Kabul.
Più che un’opera, è una speranza. Un invito a immaginare un futuro in cui nessuna donna debba più chiedere il permesso di esistere.
