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partiture di memoria Sumi-e Top

OCTOPUS Stop war

L’opera si sviluppa su un autentico manifesto datato 6 novembre 1876, emesso dalla Prefettura della Provincia di Vicenza e firmato dal Prefetto P. Mazzoleni. Il documento fa riferimento a un Decreto Ministeriale che concede l’amnistia per i reati di renitenza alla leva, vale a dire il mancato rispetto dell’obbligo di servizio militare. Pubblicato in seguito al R. Decreto del 2 ottobre 1876, N. 3361 (serie 2), il testo riprende le disposizioni per la presentazione dei renitenti alle autorità militari, specificando sanzioni e termini di legge per coloro che fossero sfuggiti alla chiamata.

Su questo foglio, impregnato di storia e intriso di riferimenti alla guerra e agli obblighi militari, appare un polpo (octopus) che, con i suoi tentacoli dinamici, distrugge un fucile, trasmettendo un potente messaggio contro ogni conflitto armato. La scelta del soggetto marino, con la sua flessibilità e i suoi movimenti sinuosi, amplifica l’idea di forza e inarrestabilità: i tentacoli sembrano avvolgere e smantellare l’arma, in un gesto che simboleggia il desiderio di mettere fine a tutte le guerre.

L’antitesi tra la rigidità burocratica del manifesto, volto a inquadrare le norme e le sanzioni per chi evadeva la leva, e la fluidità della creatura marina, diventa il cuore narrativo dell’opera. Da un lato, il testo ufficiale testimonia l’approccio dello Stato ottocentesco verso i propri cittadini chiamati alle armi; dall’altro, il polpo evoca un’energia che trascende ogni imposizione, rivendicando la libertà di rifiutare la violenza.

Le pieghe, le macchie e l’ingiallimento del manifesto storico rendono inoltre visibili i segni del tempo, che si intrecciano con le pennellate e i tratti dedicati alla figura dell’animale marino. Questi elementi, posti in un dialogo suggestivo tra passato e presente, contribuiscono a unire memoria storica e denuncia contemporanea, ricordandoci quanto i conflitti d’ogni epoca siano legati a meccanismi di potere e obbedienza, ma anche quanto sia necessario un rinnovato slancio di pace.

Nel suo insieme, l’opera trasforma un documento di valore storico in un messaggio artistico universale: l’atto simbolico di distruggere il fucile con i tentacoli dell’octopus richiama la volontà di fermare qualsiasi forma di guerra, invitando lo spettatore a riflettere sulla possibilità di un futuro in cui la forza si manifesti attraverso la creatività e la cooperazione, anziché attraverso la violenza.

  • Design

    Nikarte

  • Materiale

    China su carta

  • Dimensioni

    48x69 circa

  • Stato

    Disponibile

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