Mamm(m)a
Un titolo con tre M, perché – come dice l’artista – «sono fortunato, ho tanta mamma».
Quest’opera è un omaggio personale e intimo: la madre ritratta, assorta nella lettura.
Il disegno a inchiostro nero è realizzato su un manoscritto musicale ottocentesco, una romanza d’amore che racconta di una giovane donna decisa a rifiutare le illusioni sentimentali. Nel testo, la protagonista afferma con forza la sua indipendenza emotiva, scegliendo di non soffrire per amore e di vivere allegra e autonoma.
Questa scelta narrativa del passato dialoga con il presente dell’artista: il tema della libertà femminile e dell’autodeterminazione si intreccia con il gesto affettuoso di ritrarre la propria madre, trasformando lo spartito in una dichiarazione universale.
Un’opera che custodisce due livelli di memoria:
la voce storica di una donna che, nell’Ottocento, rivendicava la propria autonomia;
e la voce intima di un figlio che celebra il legame con la madre.
MAMM(M)A è, così, un canto alla vita, alla libertà e all’amore materno che resiste al tempo.

