Octopus & La Prière d’une Vierge
Un antico spartito ottocentesco diventa scena viva, trasformato dal gesto istintivo e visionario di Nikarte. L’opera prende vita su La Prière d’une Vierge, romantica composizione per pianoforte scritta da Tekla Badarzewska-Baranowska attorno al 1856 e pubblicata in Italia da F. Lucca di Milano.
Su questa partitura, simbolo di grazia e devozione, irrompe con forza una creatura inattesa: un polpo nero d’inchiostro, prorompente e tentacolare, che si avventa con vigore sui tasti del pianoforte. Il suo movimento non è casuale, ma pulsante e coreografico: i tentacoli sembrano suonare, distruggere, danzare e improvvisare tutto insieme, come se la musica stessa l’avesse evocato da un abisso creativo.
Nikarte trasforma lo spartito in un atto teatrale. La figura del polpo rappresenta l’inconscio che emerge, la forza dell’istinto e dell’improvvisazione artistica, in contrasto con l’ordine delle note stampate. È l’irruzione del presente nel passato, del caos nell’armonia.
L’intervento non copre la musica, ma la esalta, la sfida, la riscrive visivamente. E così, la preghiera di una vergine si trasforma in un duello silenzioso tra delicatezza e tempesta, tra devozione e creatività selvaggia.
Titolo: OCTOPUS & La Prière d’une Vierge
Anno: circa 1865 (spartito originale)

